Italia​ felice

Il sito dove domanda e offerta si incontrano

​ il progetto

Soprattutto oggi dopo due anni di “non vita” c’è bisogno di riprendersi il diritto alla felicità, senza troppe disquisizioni filosofiche: concretamente. Il modello economico sociale da anni fa acqua, con la pandemia la pentola si è scoperchiata e sta diventando evidente a tutti che il futuro che ci attende è preoccupante. Gli indicatori sono evidenti a tutti, durante l’emergenza sanitaria stiamo subendo le più gravi limitazioni della libertà: alcune mai applicate nemmeno durante le guerre. Ogni giorno nuove persone si stanno unendo per uscire dalle città verso un nuovo stile di vita, verso le campagne. Non è però così semplice come sembra: la terra è bassa. Richiede conoscenza, consapevolezza e organizzazione. Troppo spesso siamo presi dall’entusiasmo prima e dalla delusione poi, quando si manifestano le prime difficoltà. Qui ognuno potrà trovare il giusto supporto, le competenze professionali necessarie. Agronomi per realizzare un’agricoltura sostenibile, progettisti nell’ambito della bioedilizia, supporto legale nella stipula dei contratti relativi, specialisti nell’elaborazione di progetti di finanza agevolata. Se vuoi scappare dalla città o se hai una struttura che potrebbe entrare a far parte di un circuito che vuole ricreare un’ITALIA FELICE, fai click sul tasto qui sotto che ti interessa e compila il form dedicato. Sarai ricontattato al più presto.

​il mondo che vogliamo

è possibile

il villaggio diffuso, il nostro obiettivo per essere finalmente autosufficienti

Il sistema ha bisogno di elementi ubbidienti, dotati innanzitutto di salute cagionevole, di scarsa energia e sufficientemente rimbambiti da non capire dove si trovino: un livello di energia e volontà cosciente appena sufficienti per permettere di espletare adeguatamente le funzioni assegnate, né più, né meno.

E poi, attraverso la manipolazione dell’attenzione, che oggi è più che mai evidente, porta gli elementi ubbidienti dove vuole. Non occorre intraprendere particolari campagne di propaganda ideologica: basta costringere l’asino a pensare alla carota, appendendogliela davanti al naso

Noi, invece, vogliamo costruire un circuito di persone e aziende che credano in un progetto etico equo, solidale e inclusivo, lo facciano proprio contribuendo al suo successo, credano nelle proprie capacità e nei propri talenti e, migliorando le proprie condizioni economiche, si impegnino a fare delle azioni a sostegno di chi dalla vita, ha avuto di meno. Solo una maggior attenzione all’ambiente in cui viviamo, un maggior rispetto per l’uomo, un sistema economico etico, possono limitare la desertificazione economica, ambientale e culturale che stiamo subendo.

Giacinto Cimolai.